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una casa da ri-abitare

Progettisti: Stefano Toscano, Alessandro Armando e Emanuele Zaniboni

Fotografie: Beppe Giardino

Video: Tommaso Buzzi

Anno di realizzazione 2011

La casa di via Susa doveva ospitare una famiglia numerosa, con tre bambini. La necessità di collegare due appartamenti - l'uno in ottimo stato, l'altro completamente da rifare - poteva essere l'occasione per massimizzare il numero di stanze a disposizione, realizzando una semplice scala interna. Invece la curiosità e la (rara) disponibilità dei committenti hanno permesso di ripensare completamente il rapporto spaziale degli ambienti. Sono state così eliminate le divisioni al piano terreno, realizzando un unico spazio di soggiorno, dalla cucina fino alle camere. Questa nuova prospettiva di apertura ha regalato alla casa dimensioni inaspettate, e nel grande ambiente è stato inserito un transetto che contenesse tutti i principali interventi architettonici: il taglio verticale e le scale in acciaio sospese, una quinta di vetrate scorrevoli a tutta altezza, un blocco armadio per l'ingresso guardaroba. L'intervento doveva prodursi in una casa abitata, lasciando intatte le camere e la cucina al piano inferiore: da qui la necessità di compartimentare il cantiere entro uno spazio molto ben definito. Il risultato è stato un volume di trasformazione che attraversa le unità abitative in lunghezza e in altezza, mantenendo una larghezza fissa di 80 cm. Il sistema delle quinte vetrate separa in modo flessibile le aree della cucina e del pranzo dal soggiorno, ma anche le camere dei due piani dalla scala e dalla doppia altezza. Il sistema vetrato è stato concepito come un dispositivo di redistribuzione della luce diurna e artificiale, che viene riflessa e filtrata attraverso le superfici sabbiate, mutando attraverso i disegni dei rami d'albero ad ogni movimento dei pannelli.
La casa nuova è anche una casa per bambini, abitanti particolarmente sensibili che hanno dato precise disposizioni in merito alle loro stanze e ai temi decorativi che avrebbero dovuto ospitare: una giungla, stelle e pianeti, farfalle e cuori volanti. E sono stati proprio i più piccoli a far capire a tutti che si trattava di uno spazio concreto, da inventare con i propri gesti, quando, rientrati nella loro casa di sempre, si sono ritrovati altrove, attoniti, camminando su pavimenti trasparenti e inerpicandosi sulle scale d'acciaio. Ma lo stupore è durato poco, perché, in fondo, quella era già diventata casa loro.

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